In sociologia e biologia è ormai acquisito che le condizioni ambientali influenzano il comportamento, lo sviluppo e l’evoluzione degli organismi. Una ricerca pubblicata oggi, 21 gennaio 2026, sulla rivista Nature Communications dimostra che lo stesso principio vale anche per le stelle. Un gruppo di scienziati guidati dal Prof. Ferraro del Dipartimento di Fisica e Astronomia "Augusto Righi" dell’Università di Bologna ha scoperto che e` l’ambiente a decidere quali stelle possono sopravvivere ed evolvere, risolvendo cosi’ una controversia aperta da decenni sull’origine di una misteriosa classe di stelle chiamate blue straggler stars (in italiano “vagabonde blu”).

L’ambiente cambia la vita:

e` vero anche per le stelle!

Lo studio presenta una delle evidenze più chiare e dirette di come l’ambiente sia in grado di alterare l’evoluzione delle stelle, rappresentando cosi un bellissimo esempio di quella che potremmo definire “ecologia stellare”.

Il risultato si basa sullo studio di una particolare e misteriosa classe di stelle: le Blue Straggler Stars (BSS). Scoperte nel 1953, queste stelle anomale appaiono più luminose (apparentemente più giovani) rispetto alle altre stelle degli ammassi in cui si trovano. La loro origine è stata oggetto di un acceso dibattito per oltre settant’anni: collisioni dirette tra stelle, oppure evoluzione di sistemi binari?

Per ulteriori informazioni

Francesco Ferraro

email: francesco.ferraro3@unibo.it

tel: +390512095774

mobile: +393666357560

Ricercatori coinvolti nella ricerca:

Universita` di Bologna: Francesco R. Ferraro, Barbara Lanzoni, Cristina Pallanca, Mario Cadelano,

INAF-OAS: Emanuele Dalessandro

INAF-PD: Domenico Nardiello, Mattia Libralato

Indiana University (USA): Enrico Vesperini

European Souhern Observatory (Germania): Giacomo Beccari

Universita di Padova: Giampaolo Piotto

Illustrazione dei due processi di formazione delle blue straggler: collisioni stellari ed evoluzione di sistemi binari.

Credit: ESA/Hubble, M. Kornmesser

Nonostante decenni di studi, nessuna delle due ipotesi aveva mai trovato una conferma osservativa definitiva.

La svolta è arrivata grazie a un’imponente campagna osservativa condotta con il telescopio spaziale Hubble, che ha permesso di osservare in ultravioletto 48 ammassi stellari della Via Lattea, costruendo il più vasto e completo campione di Blue Straggler mai assemblato: oltre 3400 stelle.

Questo straordinario set di dati copre praticamente l’intero spettro delle condizioni ambientali possibili negli ammassi stellari, da regioni estremamente rarefatte (meno di 10 stelle per parsec cubo, come in NGC 5466, a sinistra nella figura sottostante), a zone densissime, con centinaia di migliaia di stelle concentrate nello stesso volume (come in NGC 6681, a destra nella figura). Una varietà ideale per indagare, finalmente, il ruolo dell’ambiente.

I risultati hanno sorpreso gli stessi ricercatori. Contrariamente alle aspettative, la frazione di Blue Stragglers non aumenta in ambienti di alta densità stellare — come ci si aspetterebbe se queste stelle fossero prodotte prevalentemente da collisioni — ma diminuisce. Le BSS sono più numerose negli ambienti meno affollati, dove le collisioni sono rare, indicando che questi sono l’habitat ideale per la formazione e la sopravvivenza di tali stelle.

Ancora più significativo è il fatto che lo stesso andamento si osservi per la frazione di sistemi binari. Questo suggerisce che l’ambiente controlla la sopravvivenza delle stelle binarie: negli ammassi molto densi, le interazioni gravitazionali tendono a distruggerle; in quelli più tranquilli, invece, esse sopravvivono e possono evolvere. Le Blue Stragglers emergono così come il prodotto naturale dell’evoluzione di sistemi binari che riescono a vivere abbastanza a lungo.

Immagini dei due ammassi globulari agli estremi dell’intervallo di densita` coperto dal campione analizzato: NGC 5466, il meno denso di tutti, a sinistra, NGC 6681, l’ammasso piu` concentrato, a destra.

Credit: ESA/Hubble

Il quadro che ne deriva è chiaro: l’ambiente decide quali stelle possono sopravvivere ed evolvere e le Blue Stragglers sono le testimoni di questi processi.

Con questo lavoro si chiude finalmente una controversia durata decenni sull’origine di queste enigmatiche stelle. Ma, soprattutto, si rafforza un’idea più generale e profonda: gli stessi fenomeni che regolano la vita sulla Terra — adattamento, interazione, ambiente — operano anche nel lontano mondo delle stelle. Un’ulteriore dimostrazione che l’Universo, per quanto vasto e remoto, non è poi così diverso da noi.

I grafici mostrano come la frazione di BSS (sopra) e quella di binarie (sotto) misurate nei 48 ammassi globulari investigati diminuiscono all’aumentare della densita` del sistema.